Gianluca Perrone

memorie dello spazio

Secondo la poetica bressoniana del momento decisivo, siamo soliti pensare che l'immagine rappresenti un momento fermo. Memoria dello spazio è un progetto fotografico in tre atti che si concentra invece sul concetto del tempo creando rappresentazioni attraverso una lunga esposizione. L’Atelier Corradi è il luogo-teatro in cui si svolgono le azioni che determineranno la sua ristrutturazione. Nelle immagini viene registrato il passare del tempo attraverso il lavoro che determina la trasformazione dello spazio. In Atto I l’esposizione della pellicola ha inizio in uno spazio disabitato da anni, rimasto intatto e vuoto da qualsiasi fluire. Di lì a breve l’avvio del cantiere. Nella seconda parte - Atto II - si rappresenta il momento in cui gli interventi di cantiere vengono temporaneamente sospesi per ospitare persone e immagini che danno vita ad un diverso divenire, modificando la destinazione d’uso. In questo modo, la scelta della lunga esposizione coinvolge gli spettatori a tal punto da diventare essi stessi parte dell’opera. Le azioni dell’epilogo - Atto III - ripartono da dove il cantiere era stato sospeso e portano a termine il racconto della ristrutturazione dell’atelier. Nel tentativo di polarizzare in un’unica panoramica ogni piccolo frammento dei lavori in corso e delle azioni svolte, emerge una rappresentazione del tempo dove il passato e il presente si fondono relativizzando la temporalità. Un succedersi di istanti lascia sulla fotografia scie luminose e perlacee, testimonianze di una serie di eventi che si sono consumati. Così come in una narrazione una parola non arriva per cancellare la precedente, ma per arricchire la narrazione stessa, egualmente in questa rappresentazione fotografica ogni gesto accaduto nel tempo l’arricchisce di elementi non descrittivi che tracciano la trasformazione dello spazio.

 

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