Gianluca Perrone

settecentocinquantanove

L’Autostrada del Sole è un lungo corridoio grigio di 759 chilometri che collega Milano con Napoli, infrastruttura fortemente voluta dai governi degli anni ’50 per contribuire al rilancio dell’economia italiana. Inaugurata nell’ottobre del 1964, ebbe la funzione preminente di facilitare il movimento delle persone e dei beni, giocando un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese.

Ma questa veloce via di scorrimento non è solo una linea percorribile, è qualcosa di molto di più. L’A1 del resto, come lo sono state le strade e lo sono tutt’oggi, rappresenta un iconema della società, “una unità elementare di percezione, quel quadro particolare di riferimento sul quale costruiamo la nostra immagine di un paese”.

Nel progetto 759 l’Autostrada del Sole diviene il luogo narrativo di più individualità e delle diverse percezioni del viaggio e del paesaggio. É il paysage de la vitesse in un nonluogo, parte di uno spazio comune e uno degli aspetti della vita collettiva e quotidiana. L’accostamento delle unità narrative di autori anonimi, ai quali è stata consegnata una macchinetta usa e getta e ai quali non è stata data alcuna indicazione o limite documentativo, raccontano l’Autostrada attraverso immagini che possono dirsi identitarie di una cultura diffusa.

Nel momento in cui il viaggio termina svanisce l’intero fondale dinamico. Ad aprire e chiudere l’intera sequenza, le città di Milano e di Napoli, luoghi cardinali di ancoraggio di una circolazione accelerata di persone e di beni, sono i termini connettivi di tutta la configurazione narrativa di 759. Orientate in modo speculare e articolando un campo e un controcampo, le due città stanno l’una di fronte all’altra per tracciare un ponte immaginario che le collega.

A latere dell’indagine fotografica, viene proposta una serie di riflessioni critiche e iconografiche sul tema della strada e dell’Autostrada.